IL CIRCOLO

Era il 1978: quando la fabbrica chiuse e si decise la vendita dei locali, un gruppo di lavoratori diede il via a un’occupazione di protesta e così… da allora il Corvetto apre il suo giardino al quartiere e a Milano.

Punto di riferimento solido e certo per la zona, collabora con le associazioni del territorio, è uno spazio di aggregazione, di proposte culturali e di ospitalità.

Per chi si affaccia al Corvetto in un giorno qualunque della settimana il colpo d’occhio è questo: tavolini tutti occupati – dentro e, nella bella stagione anche fuori, da gente che gioca a carte o a scacchi, che chiacchiera, che legge, che discute.

Il sabato sera e la domenica pomeriggio si ballano il liscio e l’ambrosiano, un ballo tipicamente milanese, di cui pochi sanno, ma che qui è conosciutissimo; il giovedì sera il tango è d’obbligo.

E poi ci sono i corsi di tango e le serate dedicate al canto popolare.

A proposito di canto popolare: il mercoledì sera, nella sala Ivan Della Mea, i CorVetti si trovano a cantare: gruppo aperto a chi ama questo genere di repertorio e già sa cantare (per chi inizia, meglio iscriversi alle serate del lunedì).

Per le partite di calcio l’appuntamento è nelle sale al primo piano, con il maxischermo dedicato. E per chi invece  le partite le vuole giocare, il campetto al coperto di calcio a cinque è regolamentare in tutto e per tutto.

Se poi fate un salto al Corvetto il sabato mattina e siete fortunati… potete gustare le mitiche polpette, magari con un bicchiere di vino.

LA STORIA

Le radici del Circolo Arci Corvetto affondano nel 1979 in Via Sile, quando il Cral aziendale di una fabbrica locale, la Tlm (Trafileria Laminatoi Meccanici), fu chiuso. Il Cral era diventato un importante punto d’incontro non solo per i lavoratori della fabbrica, ma anche per molti abitanti del quartiere, che lo ritenevano luogo di aggregazione e di ritrovo.

Quando la Tlm chiuse i battenti, i proprietari dell’edificio e del terreno decisero lo smantellamento del Cral e la vendita dei locali. A questo punto, un gruppo di lavoratori diede il via a un’occupazione di protesta, guidata da un Comitato promotore per la difesa dello spazio ricreativo. Venne presentata un’istanza al Consiglio di Zona, grazie alla cui mediazione si arrivò a un compromesso con i proprietari degli spazi di Via Sile, che si impegnarono a garantire l’uso dei locali dell’ex Cral fino al momento della vendita, regalando all’associazione anche il mobilio. Nel 1980, l’associazione diventò Circolo Arci.

Nel 1984 il circolo fu costretto ad abbandonare la sede di Via Sile e i soci decisero perciò l’occupazione abusiva degli attuali locali di Via Oglio, con un trasloco notturno e segreto. Sono proprio questi gli anni in cui il circolo subì le prime e radicali trasformazioni: con il cambiamento di sede, i soci sembrarono perdere le motivazioni iniziali e passarono dalla solidarietà alla richiesta di servizi, quasi il circolo fosse un normale centro comunale e avesse solo il dovere di rispondere alle esigenze degli abitanti del quartiere.

Dalla metà degli anni ’80 fu allestita la mensa per gli anziani, soprattutto uomini, che potevano così mangiare un piatto caldo in compagnia; furono organizzati i primi corsi di alimentazione, i primi rudimenti di economia domestica per chi doveva cavarsela da solo.

Esisteva anche un collettivo di donne che organizzava corsi di cucito e feste e si occupava della gestione bar e della cucina. Dopo il trasloco da via Sile anche per la diminuzione degli spazi, la sua attività andò scemando.

All’inizio degli anni ’90 molti giovani si avvicinarono al circolo, che veniva utilizzato soprattutto come sala studio: in breve tempo si tesserarono in 380. Tra le attività del gruppo giovani l’organizzazione di feste, ma presto si avvertirono gravi segni di malcontento da parte dei soci storici, che si lamentavano per la confusione e per lo spazio che veniva sottratto alle loro attività abituali.

Iniziò quella che può essere definita, seppur in piccolo, una vera e propria lotta generazionale, che portò i giovani a lasciare campo libero agli anziani e a far meritare al circolo Corvetto il titolo di “Leoncavallo vecchio”, come lo definì un famoso articolo apparso su L’Unità.

Nel 1994, Ivan Della Mea, nel processo atto a far riconoscere legalmente il circolo, “abusivo” ancora dal 1984, promosse un’inchiesta su un campione di 60 anziani per cercare di capire i processi di cambiamento dovuti alla trasformazione del quartiere, segnato dalla deindustrializzazione. Il ritratto del circolo che ne emerse fu quello di un luogo di ritrovo e d’aiuto indispensabile per gli anziani della zona, che lì si sentivano sicuri e a loro agio.

Il riconoscimento legale del Circolo Arci Corvetto e della sua sede è arrivato nel 2005.

OGGI… IL CIRCOLO DA’ UN TETTO ALLE TUE IDEE

Il circolo Arci Corvetto, dopo la ristrutturazione, ha nuovi spazi belli e ampi.
Il circolo ha voglia di condividerli e renderli vivi con tutti i cittadini e le organizzazioni che non hanno un tetto per le loro idee. Se hai dei desideri e credi nei valori della partecipazione attiva, dell’antirazzismo e della democrazia reale, scrivi a infodirettivo@arcicorvetto.it: da cosa nasce cosa…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...