DIRITTI DEGLI IMMIGRATI

Breve presentazione del servizio e della sua storia
Lo sportello è stato aperto nel settembre del 2006, si tratta del primo sportello aperto da Arci con una forte caratterizzazione di quartiere, in modo da incidere e diventare punto di riferimento locale. E’ ospitato dal circolo Arci Corvetto e si propone di essere a tutti gli effetti una delle attività del circolo. La scelta di aprire uno sportello a Corvetto è legata alla grande presenza di immigrati soprattutto nord africani e sud americani, all’assenza di servizi di questo tipo e all’al livello di conflittualità presente sul territorio. L’apertura dello sportello è stata preceduta da alcuni mesi di progettazione e costruzione del servizio, di confronto coi soggetti presenti sul territorio, e di pubblicizzazione nel quartiere del servizio stesso. Lo sportello ha l’obiettivo di fornire ai cittadini immigrati degli strumenti, nel senso del sostenere la rivendicazione di un diritto che esiste. Per arrivare a questo obiettivo bisogna partire dalla conoscenza delle persone, dal dialogo, dal capire quali sono i bisogni e quali sono gli strumenti di cui le persone sono in possesso e quelli che mancano loro. Per fare questo è necessario entrare in contatto con loro e l’occasione per entrare in relazione è data per esempio dal permesso di soggiorno. Quindi da un lato la necessità di avere un luogo di diffusione e di informazione rispetto agli aspetti legislativi e di supporto negli adempimenti burocratici (ad es. compilazione del kit per il rinnovo dei permessi). Un’ informazione e un supporto che devono essere precisi, verificati e concreti. Attraverso queste attività si cerca anche di riuscire a parlare con le persone e di “chiacchierare” di diritti.

Strumenti e procedure operative del servizio
Lo sportello per cittadini immigrati di Arci Corvetto è un servizio di front office con gli utenti. E’ necessario anche un notevole carico di lavoro di back office rispetto alla ricerca di vie percorribili per fare fronte ai problemi posti dagli utenti e rispetto alla relazione con gli Uffici pubblici (in particolare Prefettura e Questura).
L’ufficio svolge principalmente l’attività di sportello aperto al pubblico. Lo sportello si pone in primo luogo come uno sportello di consulenza. Lo sportello è aperto circa 10 ore alla settimana e vi si accede liberamente e gratuitamente. Lo sportello si rivolge agli stranieri a 360 gradi fornendo informazioni utili sugli aspetti della vita quotidiana orientando gli utenti fra le opportunità offerte in Italia.
Nessuna prestazione erogata è tariffata. Nell’ambito delle prestazioni quindi la copertura è completamente a carico di Arci. Le richieste si fanno direttamente allo sportello oppure via e-mail/telefono: l’attività è quella di sportello informativo a 360 gradi.

Attività dello sportello
Le persone che si rivolgono allo sportello chiedono prevalentemente un supporto nella compilazione del Kit Poste per il rinnovo del permesso o per il rilascio della Carta di soggiorno, o altre informazioni rispetto prevalentemente alle questioni legislative.
Il grosso dell’attività è sulla parte normativa, sulla legislazione vigente, sulle procedure relative al soggiorno in Italia, al diritto di soggiorno e per la regolarità del soggiorno. Se necessario lo sportello rimanda gli utenti ad altri servizi del territorio (ad es. per l’orientamento al lavoro), esiste poi una relazione avviata con un gruppo di avvocati a cui si possono chiedere consulenze da parte degli operatori dello sportello o a cui si possono inviare direttamente i cittadini immigrati..

Struttura organizzativa
Organigramma delle risorse interne (numero persone, competenze, orari, funzioni, budget annuale, ecc..);
Lo sportello per cittadini immigrati si fonda sul volontariato, si avvale della collaborazione della coordinatrice/supervisore dello sportello che è anche la responsabile sportelli del Comitato Provinciale di Arci Milano e di 2 operatori volontari e di due volontarie di servizio civile.
Il servizio è aperto al pubblico due volte la settimana per cinque ore ciascuna. A fronte del volume di utenza si sta cercando di aumentare il numero di aperture settimanali magari cercando di spalmarle in orari che consentano più agilmente la fruizione per i lavoratori.
Rispetto al budget, lo sportello è sostenuto dalla progettualità di Arci Milano e dalla convenzione di Arci Milano con la Provincia per il sostegno degli sportelli per immigrati.

Strumenti di valutazione e monitoraggio
Non esistono dei parametri standardizzati di valutazione dell’efficacia del servizio e del gradimento da parte degli utenti (ad es. un questionario di valutazione da auto-compilare a fine colloquio). Si ritiene però che possano considerarsi dei validi indicatori della qualità del servizio offerto, l’alto numero di accessi, il ritorno degli utenti in occasioni successive e l’invio da parte degli utenti di altre persone. Per quanto riguarda invece il monitoraggio degli accessi, a seguito di ogni colloquio viene compilata una scheda che riguarda la provenienza dell’utente, il canale di invio e la richiesta fatta. Per gli utenti che vengono presi in carico dal servizio per un periodo più lungo viene preparata una scheda più dettagliata e aggiornata con gli sviluppi della situazione.
Il monitoraggio avviene mediante riunioni di equipe periodiche in cui gli operatori si confrontano sui casi e rispetto agli aggiornamenti normativi.

Rete
Q uanti soggetti fanno parte della rete, quali e quanti (frequenza) scambi, relazioni avvengono tra i soggetti, sinergie e complementarietà della rete, a quale altro nodo della rete viene rinviato lo straniero;
La principale rete a cui si appoggia il servizio è il Coordinamento degli uffici stranieri, di cui l’Ufficio di San Donato ne è diventato l’ente capofila.
E’ un coordinamento che ormai coinvolge più di 70 comuni della Provincia di Milano: uffici stranieri all’interno dei servizi sociali o all’interno di un diverso sistema di servizi nei loro comuni.
Questo sistema di relazioni porta a far convergere il dibattito e il ragionamento su cos’è cittadino straniero, su come aiutare il cittadino straniero, su come si può agevolare la permanenza in Italia del cittadino straniero.
E’ un luogo di confronto, di scambio, di condivisione dei problemi del cittadino straniero (decreto flussi, sanatorie, ecc), di valutazione e applicazione delle nuove disposizioni legislative e normative e di interpretazione nuove disposizioni.
Per affrontare la questione di monitoraggio, supervisione e formazione, si è pensato di costituire questo coordinamento degli operatori che si occupano di immigrazione nei diversi comuni.
Il Coordinamento si riunisce ogni due mesi con riunioni tecniche, dove si scambia no informazioni sulle attività che svolte quotidianamente, relativamente alle procedure, si sollevano problematiche legate a come sviluppare strategie di risposta.
E’ anche una forma di rappresentanza verso altri interlocutori, attraverso cui l’ufficio del Comune si interfaccia non come comune singolo, ma come rete di comuni e questo permette di avere risposte più agevolate.
Altri soggetti delle rete sono la Questura e la Prefettura, le Ass. di Volontariato, la Caritas cittadina, in collegamento con il C.d.A, che raccoglie le richieste degli stranieri non in regola, e le comunità straniere.
Il nostro servizio è un punto di formazione e di certezza di applicazione delle procedure, anche rispetto agli altri enti sul territorio.
Le Comunità Straniere sono principalmente quella indiana e quella albanese, che l’amministrazione ha spinto perché si costituissero in associazioni sia per potersi iscrivere all’albo delle associazioni e sia per garantire loro l’accesso alle strutture comunali per l’utilizzo di spazi, facendole così emergere dal loro contesto relazionandosi direttamente anche con le istituzioni.

Utenza
Evoluzione dell’utenza e dei bisogni di cui gli stranieri sono portatori, numero di utenti e tipologia, analisi dell’arrivo al servizio (criteri di accesso), nazionalità/provenienza;
Anno 1998 – residenti 1743 – % di incremento 0 %
Anno 1999 – residenti 1755 – % di incremento 0.68 %
Anno 2000 – residenti 1887 – % di incremento 7 %
Anno 2001 – residenti 1712 – % di incremento -9.20 %

Cancellazione a seguito di censimento
Anno 2002 – residenti 1781 – % di incremento 4.30 %Anno 2003 – residenti 2234 – % di incremento 25.43 %

Incremento a seguito sanatoria 2002
Anno 2004 – residenti 2479 – % di incremento 10.96 %
Anno 2005 – residenti 2630 – % di incremento 6.09 %
Anno 2006 – residenti 2879 – % di incremento 9.46 %

Andamento demografico popolazione straniera
n° utenti per informazioni varie 1522
n° utenti per idoneità alloggiativa 455
n° utenti per assistenza 469
n° utenti per regolarizzazione/decreto Flussi 169
prenotazioni on-line 829
problemi relativi al lavoro/ricerca 8
Problemi relativi alla casa/ricerca 10
Colloqui telefonici 720Totale 3453
Residenti a San Donato Milanese 3253
Residenti in altri Comuni 200
Maschi 1693
Femmine 1760 Nuovi colloqui 850
Nazionalità 76

Utenti presso l’ufficio stranieri 2006
Nel Comune di San Donato è sicuramente presente un alto numero di cittadini stranieri residenti nonostante non tutti tra questi riescano ad accedere alla realtà comune, perché ancora portatori di bisogni legati alla loro presenza sul territorio italiano e sandonatese.
In realtà gli stranieri esprimono come prima necessità quella di avere un supporto tecnico-giuridico che gli consenta di relazionarsi con la struttura e con i servizi comunali, e in un secondo momento chiedono anche un supporto per avere accesso a quelle informazioni e a quelle relazioni che gli consentono di stare in Italia: quindi avvicinarsi al mondo del lavoro, come avere il permesso di soggiorno, con quali modalità agevolare il ricongiungimento familiare, ecc.
Chi si rivolge maggiormente all’ufficio stranieri sono le donne o persone che fanno parte di un nucleo familiare, la maggior parte svolge un lavoro spesso nel campo domestico.
La nazionalità degli utenti che usufruiscono maggiormente dei servizi offerti dall’ufficio è quella italiana.
Gli italiani, soprattutto in qualità di datori di lavoro di cittadini extracomunitari cercano di essere attenti e vogliono essere informati sulle normative e sulle procedure necessarie per regolarizzare gli stranieri, soprattutto trovano nell’ufficio un valido supporto che li orienta negli accorgimenti burocratici da sbrigare.
L’interesse spesso non è solo di tipo economico ma anche in relazione ai legami affettivi: coniugi di stranieri, amici, ecc.
Il cittadino che accede non è solamente il cittadino straniero, ma potrebbe anche essere il cittadino italiano che necessariamente ha bisogno di avere informazioni legate al cittadino straniero, datore di lavoro: gli italiani sono i più numerosi.
Sul territorio di san Donato vi sono circa 99/100 comunità, 3000 stranieri residenti e gli utenti l’anno scorso sono stati circa 3800.
Sono aumentati nel coso dell’anno, non solo per il trend di aumento che caratterizza quasi tutti i territori, ma anche perché sono aumentati i servizi che l’ufficio offre al cittadino.
Gli stranieri sono di tutte le provenienze, vi è una leggera prevalenza di donne e l’età prevalente è quella della fascia produttiva, dai 25 ai 35.
Il fatto che come comune si è in rete con gli altri comuni noi siamo un po’ da precursori rispetto alle attività comunicative, il nostro ufficio si è consolidato e affermato per credibilità di capacità di dare risposte.

Progettualità
Ccapire quando la presenza dello straniero comporta un’evoluzione e una riprogettazione del servizio, impatto dello straniero sullo sviluppo del servizio, come gli operatori/responsabili del servizio vedono l’evoluzione futura del loro lavoro;
L’ufficio stranieri di San Donato ha in un certo senso già anticipato quello che poi si è realizzato nella maggior parte dei servizi, ovvero il decentramento.
I comuni saranno sempre di più individuati come soggetti che in un senso assoluto dovranno dare delle risposte con tempi più celeri, in condizioni migliori.
Nel futuro sarà sempre di più compito del comune dare risposta ai bisogni e i comuni saranno i primi soggetti di relazione con questa realtà.
Quello che non si capisce è a quali condizioni questo avverrà, soprattutto per una semplice questione di risorse, economiche ed umane, disponibili e attivabili.
Al momento il Comune è in una fase in cui quello che viene chiesto è possibile adattarlo all’attività e alla struttura dell’ufficio, ma in futuro non si riesce ad immaginare come avverrà: attendono trepidanti!
Spesso anche tra i diversi enti che si occupano di stranieri si creano una sorta di meccanismi concorrenziali di procedure, che portano a una situazione confusionaria e difficile, soprattutto in una prospettiva futura.
Anche la relazione con il Piano di Zona, pur essendo molto vicino alla realtà territoriale, è molto difficile, perché la metodologia è molto diversa e l’altro interlocutore non capisce perché l’ufficio non operi dando risposte nella loro logica e allo stesso tempo però l’ufficio noi non comprende perché debba comportarsi come servizio di risposta ai bisogni quando nella realtà non lo è.
Dalla situazione attuale si potrebbe certamente capire cosa si potrebbe fare di meglio, ma questa non è una scelta che l’ente ha in capo in sé.
Riconoscere all’ufficio comunale una validità di certificatore consentirebbe di dare maggiori risposte e soprattutto di essere più chiaro ed efficace. Essere il domus della procedura, potendo costruirla e verificarla.
Quello che sicuramente serve in futuro è una maggiore comunicazione, trasparenza e competenza in rapporto con gli altri enti con ci si deve interfacciare.

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